volevamo goderci un po’ l’oceano, così siamo andati a Nazarè. un promontorio altissimo da un lato, una striscia di sabbia rossastra che si perde nell’orizzonte dall’altro.
un paese che d’estate è saturo di gente che nemmeno Rimini, ma che a marzo è quieto e quasi disabitato.
ci siamo arrivati che stava calando il buio, e io sono entrata nella pensione Ribamar, in riva alla spiaggia, per chiedere il prezzo di una camera.
il ragazzo che mi accoglie dice che prima mi fa vedere la camera e poi mi dirà quanto costa, e quando apre la porta in fondo al corridoio del secondo piano mi cade la mandibola. dietro la porta finestra ciò che resta del tramonto e un sacco di mare.
penso “mi chiederà un sacco di soldi, e io glieli darò”. mi dice “sono 35 euro a notte, colazione inclusa”. credetemi: fino al momento di pagare ero abbastanza sicura di aver capito male. questa la vista dal nostro balconcino la mattina dopo. il solitario sulla spiaggia è Funky.

siamo stati un bel po’ a guardarci le onde. il tempo era molto bello e l’oceano era insolitamente calmo. quando è agitato, ci hanno raccontato, le onde invadono la lunga spiaggia e lasciano sulla sabbia, nel ritirarsi, orate e branzini instupiditi, che la gente prende e si porta a casa.
niente branzini per noi, solo un paio di metri d’onda, che comunque già fanno una bella scena per una che ha passato la maggior parte delle sue estati al mare in Liguria.

le onde fanno un rumore di tuono, e si spengono in fretta. beh, quasi tutte. ogni tanto una va un po’ più lunga e bagna le incaute turiste che si vogliono far fotografare dai propri fidanzati vicino all’acqua.

Ho cercato per ore delle belle onde portoghesi per il mio desktop. Nelle vostre foto finalmente il mio oceano. Grazie. Debora.