ieri sera stavo uscendo di casa per andare dalla Doda e ho subito un sabotaggio. quegli ultimi tre gradini della scala, ci giurerei, non c’erano ieri mattina!
secondo me i miei padroni di casa mi hanno fatto uno scherzo, ’sti disgraziati.
sinceramente non ho capito come si siano organizzati, visto che sono partiti 3 giorni fa per due settimane di ferie. e io che pensavo che fossero due tranquilli insegnanti in pensione.. invece hanno architettato un pesce d’aprile davvero diabolico!
non preoccupatevi, niente di rotto, solo una caviglia con una bella distorsione. per fortuna il Carlo stamattina mi ha fatto una bella fasciatura e ora mi sento meglio.

girello già per l’ufficio con un bastone da passeggio (che chic!).
giusto lunedì scorso mi facevo raccontare dalla nonna Nella una delle mie storie preferite, vuoi vedere che è stata una rievocazione? dai, la racconto anche a voi.
quando ero bambina la nonna Nella abitava al piano di sotto. quando l’andavo a trovare, ogni tanto, mi mettevo a suonare le sue pentole (un talento musicale fin da piccina!) e in particolare mi piaceva usare due coperchi a mo’ di piatti della banda.
pur nella sua pazienza quasi infinita, la nonna dopo un po’ non ne poteva più del fracasso dei miei piatti, e mi chiedeva di smettere. una volta, invece di smettere, sono andata verso le scale continuando a suonare, e, sempre suonando a ritmo, ho cominciato a scendere verso la cantina.
mia nonna racconta di aver sentito più o meno questo: “sdeng – sdeng – sdeng - sdegngherenghenghenngherenghenden!” così capì che io e i miei piatti eravamo caduti per le scale!
tutte le volte che sento questa storia mi fa ridere da matti pensare a quel ritmo di piatti che si trasforma in un frastuono caotico.. anche adesso che lo scrivo son qua che me la rido.
però ieri sera non stavo suonando..
uffa.
Eri una compositrice di musica concreta… Poi con l’età ti sei avvicinata al pop-rock e al jazz. Che poliedrica!
Mannaggia alla gamba… ma se sei in ufficio, forse non è tanto grave davvero.
Zao.
Ma……sei la nostra Anto?? Se è così, saluti da Savigliano. Se non sei Tu, scusa
(
ALTRO CHE ROCKKK, JAZZZZ…SI E’ DATA AL CCCCRRRAKKKKK(NON LA DROGA NEEEE!!!)…PORKKKK MANNAGGGGG, ‘AZZZZZZ!!
@ Sc
non credo di essere la vostra Anto, ma i saluti di Savigliano li accetterei volentieri.. ho dei bellissimi ricordi di parecchie persone meravigliose che abitano lì, anche se non ho notizie di loro da anni.
Guarda che dalla fotina invece mi sembri proprio tu……ti dicono qualcosa cose come matematica, corso racconigi, nistagmo, loro, piana, quarona, etc.?
)
poveraaaaaa mandati un bacino sulla gamba da parte mia!
ma ti pare… dopo tre settimane ripristino connessione internet e ti vedo col piedino dolorante…uffaaaa. Però ho una bella notizia da darti, sono passata sabato alla Camper e ha rifatto la tua amata scarpina in due versioni
Un bacio a te e una manciata alla caviglia
@ Sc
ommamma.. ci credi che mi sono commossa?
sì che sono io!
Io ne ero sicuro! Ti scrivo una mail a antonella.vigliani@email.it
E COME STA LA POVERA CAVIGLIA ?
E CHI E’ QUESTO CARLO ?
dopo che è stata rivelata l’etimologia di “rotter”, posso – o meglio, devo – dimostrarne la fondatezza
la povera caviglia sta un pochino meglio, peccato che io sia allergica alle bende adesive, così stasera tolgo tutto e domani si rifà. glarb.
Carlo è quel santuomo di chinesiologo che segue le mie aticolazioni e muscolature da quando ho avuto l’incidente in auto un anno fa. è bravissimo.